La stranezza di “Olimpia contro Teodora”

  • Scritto da Marco
  • 19.11.2016  12:09.48

“Olimpia contro Teodora” . A qualche nostalgico un po’ disinformato questo annuncio di partita sembra strano, poiché contrappone due nomi che, sempre uniti, hanno raccontato la più bella storia sportiva della nostra città.

Una storia lunga che riassumiamo: nel 1965 la professoressa di educazione fisica Alfa Garavini fonda l’Olimpia, composta da alcune sue allieve. Il gruppo cresce e raggiunge la serie A. Nel 1980 l’Olimpia allenata da Sergio Guerra vince la Coppa Italia con il marchioRisultati immagini per olimpia teodora ravennaMonoceram e nei due anni successivi centra lo scudetto con sponsor Diana Docks. Tormentata da problemi economici nel 1982 l’Olimpia entra nelle grazie del Gruppo Ferruzzi, che la accompagnerà in un decennio di trionfi, affiancandole il nome dell’olio di semi “Teodora”, particolarmente evocativo, che ricorda i fasti di “Ravenna Capitale”, rinnovati nella forza delle atlete. Le due parole rimarranno a braccetto fino al 1994, quando Alfa passa la mano. (a destra lo “storico” adesivo creato per il quinto scudetto. il merchandising dell’epoca era minimale, ma alla società di Ravenna va il merito di essere stata comunque la prima a crearne, così come fu la prima a creare un gruppo organizzato di tifosi al seguito)

L’attività prosegue per qualche anno in A1 e poi in serie B. La squadra si chiama “Teodora”, ma non è raro che alcuni tifosi la chiamino affettuosamente “Olimpia”, a ricordo delle origini.

Le cose cambiano quando la signora Alfa torna in pista con un nuovo progetto, a cui riconferisce il nome più storico: Olimpia. Le due realtà diventano immediatamente conflittuali per la rivendicazione dell’ “eredità morale” dei tanti trionfi, per la ripartizione delle ore di palestra e per l’attenzione di sponsor e stampa. Teodora prevale nel settore giovanile, mentre Olimpia si distingue per l’organizzazione di eventi speciali. I numerosi tentativi di comporre i contrasti e unire le forze non vanno buon fine.

L’estate scorsa l’ultimo colpo di scena: Olimpia (imparentata con “Master”) entra nel progetto Cmc-PortoRoburCosta e acquisisce il titolo di B1 (categoria che, a Ravenna, mancava da 10 anni), allestendo una squadra ambiziosa e “soffiando” alle rivali il prospetto più interessante, il libero Panetoni. Torna anche il capitano Babbi (che militava nella Teodora ai tempi dell’ultima B1); il resto della rosa e l’allenatore Breviglieri sono tutti “di importazione”.

Punta nel vivo anche la Teodora (sponsor Conad e SiComputer) rintraccia le risorse che erano a lungo mancate, acquistando a sua volta un titolo di B1, affidandosi alla guida tecnica del napoletano Caliendo (che sostituisce il dimissionario Daniele Ricci, leggenda del “Messaggero”) e ad un gruppo di atlete di grande valore per la categoria, tutte non ravennati.

L’inizio di campionato è formidabile per la Teodora  che centra 5 vittorie su 5. L’Olimpia perde la gara d’avvio, ma poi non sbaglia più e si mette in scia sognando l’aggancio proprio nello scontro diretto.

Se non si è riusciti a creare un progetto unico per tornare fra le “grandissime”, che la rivalità di campanile sia almeno una ricchezza e uno stimolo per tutto il movimento, come accadde ai tempi delle sfide fra Robur, Vigili e Portuali. In campo, dunque. Pala De Andrè (Sar Trasporti sponsor dell’evento), ingresso gratuito, fischio d’inizio alle 18. E vinca la migliore!

 

 

 

 

Diletta Sestini (Capitano Teodora): Il fatto di avere un derby a questo livello è un’anomalia, Noi siamo una squadra nuova e siamo molto concentrate a vincere ogni partita: in fondo i tre punti che abbiamo fatto sabato contro una neopromossa valgono come i tre del derby. Sono di Prato e vengo da due anni a Pesaro: qui alla Teodora abbiamo fatto un bel gruppo, sono soddisfattissima di questo avvio di stagione. Conosco bene molte delle mie avversarie, con Babbi e Peretto ho anche giocato assieme. Sabato saranno avversarie, ma mai nemiche. Speriamo di dare un bello spettacolo.

Sara Panetoni (libero Olimpia): Affronto con tranquillità la partita contro la mia ex squadra, non ho motivazioni particolari legate al fatto di aver cambiato società, anche perché la Teodora ha un sestetto di ragazze nuove che non erano mie compagne lo scorso anno. Rimane l’importanza legata alla posta in palio e alla nostra classifica, per cui c’è una gran voglia di fare risultato. Noi siamo in un buon momento e abbiamo costituito un bel gruppo.

 

Nello Caliendo (All. Teodora) – Vengo da Napoli e, per me, questo clima di rivalità cittadina è nuovo. Sarà una partita delicata per questo, ma soprattutto per il valore specifico delle nostre avversarie. Con Breviglieri c’è un rapporto frequente di stima e di confronto. In questa città la pallavolo è molto sentita ed è un piacere lavorare in questo tipo di realtà.

Marco Breviglieri (All. Olimpia) So che esiste rivalità fra le due società, come è normale per un derby. Ma voglio tenere me e la squadra ben fuori da queste cose. Prepareremo la partita con le difficoltà del caso, perché affrontiamo la prima in classifica, una squadra che, sin dalla vigilia, ho indicato fra le favorite. Sia noi che loro siamo in un buon momento, ma possiamo sicuramente entrambe crescere. La scelta del De Andrè è un’ottima manovra promozionale, le difficoltà del cambio di impianto non dovranno essere un alibi.

Annibale Compagnucci (Presidente Teodora) – Il risultato di sabato non è in alcun modo condizionante per la valutazione della stagione. Non abbiamo fatto una squadra per vincere il campionato. La nostra ambizione è far crescere le nostre giocatrici e avere una prima squadra di riferimento per offrir loro uno sbocco di gioco. Poi, è chiaro, ci farà più piacere vincere che perdere. La scelta del De Andrè è frutto di una mania di grandezza dei nostri avversari. Noi siamo umili, accettiamo senza problemi di giocare là.

Marco Bonitta (Dg Olimpia) – La scelta del De Andrè (dove il volley femminile non giocava dal 2004, se si esclude l’amichevole Italia-Cina, ndr) e dell’ingresso gratuito sottolinea il nostro impegno per riavvicinare Ravenna alla pallavolo. Ulteriori passi verso livelli più alti dell’attuale B1 sono legati ad una collaborazione, almeno a livello di vivaio, fra tutte le forze cittadine. Finora i tentativi non hanno avuto esito, ma ci riproveremo, intanto ciascuno porterà avanti autonomamente il proprio lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *