Sai com’è…
Una mia riflessione su un espressione usatissima nel linguaggio corrente che però non
mi sta particolarmente simpatica. “Sai com’è” serve soprattutto a camuffare piccole debolezze della nostra vita quotidiana….

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“Avevo detto che quest’anno, per risparmiare, non saremmo andati in vacanza. Però… sai com’è… abbiamo fatto due settimane a Cortina”
“Avevo giurato che non avrei più bevuto alle feste. Però… sai com’è… l’altra sera sono tornato a casa rovesciato”.
“Mio figlio quest’estate doveva lavorare. Però invece… sai com’è… è andato tutti i giorni al mare”.
“Avevo smesso di fumare. Però… sai com’è… sono tornato alle mie 20 al giorno”.
“Dovevo finire entro oggi. Però… sai com’è… non ci sono riuscito”.
“Avevo detto basta con i calciatori. Però… sai com’è… domani esco con quel centrocampista”
Provate a leggere le frasi sopra omettendo il “sai com’è”. Cosa ottenete?
Otterrete una valenza più negativa della seconda parte della frase.
Il “sai com’è” , invece, salva e risolve in buona parte la situazione.
Eticamente, moralmente, socialmente, giuridicamente, politicamente, colui che parla considera giusta, valida e saggia la prima parte della frase, che dovrebbe portare determinati comportamenti conseguenti, secondo un ragionamento da lui stesso elaborato.
Senza il “sai com’è” la seconda parte della frase suonerebbe come una sconfitta, un cedimento, una debolezza.
Con un semplice “sai com’è”, invece, essa viene “promossa” a soluzione accettabile, a compromesso non condannabile, ad aggiustamento obbligato, a peccato veniale e assolvibile, che addirittura il “sai com’è” permette di ostentare con una certa faccia tosta, anziché mascherare con rabbia o vergogna o dispiacere, secondo i casi.
“Sai com’è” sarebbe una domanda. Ma in questi casi lo si scrive più correntemente senza punto interrogativo. Ovvero, non si sta chiedendo all’interlocutore se “sa com’è”, ma si dà per scontato che lo sappia. Oppure quasi lo si supplica perché capisca le tue non-ragioni. Che percepisca anche lui quella forza esterna – estranea alla nostra volontà, ai nostri gusti, alle regole che noi stessi ci siamo posti – che ci spinge a fare diversamente da come avremmo voluto e potuto.
C’è un grosso aiuto che viene ad ulteriore rinforzo del “sai com’è”. Ed è il parlare in seconda persona, sicuramente più diffuso oggi di una volta. Lo definirei il “tu tattico”.
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“Io i reality show non li guardo, mi fanno schifo!!!”
Bon, affermazione categorica, non dovrebbero esserci dubbi.
Però… “Però… sai com’è… arrivi a casa la sera, ti metti in poltrona, accendi, giri un po’… e l’occhio ti cade lì… poi li vedi per forza…”
Traduzione: “Lo so, sono un cretino a guardare della robaccia del genere in una tv che propone 100 programmi diversi ogni sera, però, ti prego, dimmi che la guardi anche tu, oppure almeno dimmi che il fatto di guardarla non è così grave come forse io stesso potrei aver detto in passato”.
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“Io sono contrario alla pena di morte! Ho firmato tutte le petizioni!”
“Hai sentito di quel tipo che ha avvelenato i bambini di una scuola?”
“Sì, bisognerebbe ammazzarlo!”
“Ma eri contro la pena di morte?”
“Sì, ma sai com’è… se ammazzi dei bambini…”
Traduzione: “Sono favorevole alla pena di morte per alcuni reati gravi”.
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“Mi trovo benissimo nel Ravenna! Una società modello, un bel pubblico, una bella città”
Però… “Però, sai com’è… quando ti arriva l’offerta da un club più prestigioso… è chiaro che l’occasione ce l’hai una volta sola…”
Traduzione: “Vado dove mi pagano meglio” (è “chiaro”)
La versione speculare è: “Il giocatore Tizio ce lo teniamo stretto perché è fortissimo, però… se arrivasse l’offerta buona… sapete tutti com’è…”
Traduzione: “Costa molto”
Il “sai com’è” con il rinforzo della seconda persona, diventa un buon viatico per uniformarsi ad una massa indistinta di consumatori pecoroni viziati, capricciosi e senza personalità.
“Ah, lo so, i soldi sono sempre pochi… però… sai com’è… ti mettono della gran roba in vetrina, ti propongono degli sconti, te lo fanno desiderare… e allora cosa fai? Sei lì, passi di lì, ci guardi un po’… e poi lo compri!”
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Ultimamente ho riscontrato un’evoluzione del “sai com’è-seconda persona” nel campo degli acquisti ed è l’ormai mitico (almeno qui in Romagna) “te lo tirano dietro”.
Come mai in una società che si proclama “in crisi” tutti cambiano la macchina ogni tre anni? “Ah, beh, cosa vuol dire… le macchine TE LE TIRANO DIETRO!”
E come mai tutti hanno il navigatore satellitare, il televisore al plasma, un telefono a testa, computer superaccessoriati…? “Ah, ma quella roba lì… te la tirano dietro”
(a mio padre, negli anni ’70, tirarono dietro solo un’utilitaria che dovette durare 10 anni; eppure offerte, rateizzazioni, pubblicità stimolanti ce n’erano anche allora… ma sai com’è…)
Molto diffuso il “sai com’è” in campo sentimentale, soprattutto fra le donne.
“Con Paolo è finita. Non lo voglio più vedere, cascasse il mondo!”
Però… “però… sai com’è… è venuto ieri a casa mia, mi ha fatto un regalo, ha chiesto scusa…”
Traduzione: non era finita “cascasse il mondo”. Era semplicemente sospesa in attesa che chiedesse scusa. Sai com’è, non mi pare la stessa cosa…
“Con la compagnia del bar XYZ ho chiuso! Sono tutti delle teste di c…”
Però… “però ieri mi ha chiamato Alex, mi aveva detto che si trovavano alle otto da Luca e allora… sai com’è… ti metti un po’ lì a parlare, siamo stati un po’ lì al bar…”
Traduzione: se la compagnia del bar mi dà un po’ più retta (o se non trovo di meglio da fare) i suoi componenti passano da testa di c… a bravi ragazzi
I fans del “sai com’è” sono di solito dei gran moralisti. Non esitano ad essere rigorosi (verso gli altri!) con leggi, etica, comportamenti, richieste di verità e di coerenza. Se poi vengono toccati nel debole hanno il “sai com’è” e i discorsi in seconda persona pronti di rincalzo.
“Quelli là a Roma sono tutti dei ladri! Quelli che non pagano le tasse dovrebbero metterli in galera!”
E quei due milioni di “nero” che non hai fatturato lo scorso anno?
“Ah, quelli… beh, ma sai com’è… se non fai così non vai mica avanti… cioè tu apri un’attività e poi ti spingono a fare così…A un certo punto… sai com’è…”
traduzione: tutti GLI ALTRI devono pagare le tasse; io faccio un po’ come mi pare.
“Io sono un cattolico fervente ed osservante!”
“Ma sei divorziato!”
“ah, vabbè… ma sai com’è.. dopo nella vita arrivi a un punto che non puoi mica fare diversamente…”
Traduzione: sono cattolico le volte che mi pare a me (mi sembra che i cattolici abbondino nei “sai com’è” per dare quadratura ad una Fede codificata duemila anni fa che cozza contro buona parte dei principi minimi della vita moderna)
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Perché guardi sempre le previsioni del tempo se una metà delle volte sono sbagliate e se te le dicessi io a caso avrei la stessa possibilità di indovinarle? “Eh, ma, sai com’è… quando ti metti lì davanti alla televisione, ti viene la curiosità di sapere che tempo farà…”
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Ma attenzione! Talvolta il “sai com’è” e il parlare in seconda persona non sono sufficienti. Il comportamento da noi tenuto continua a sembrare pieno di cazzate e di incoerenze.
Allora si giocano gli ultimi due assi:
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Asso numero uno: “LA CRISI” (concetto spesso sfumato nelle varianti “di questi tempi…”, “con i tempi che corrono…” e la mitica “con ‘sti chiari di luna…”)
Un asso veramente potente. Una misteriosa “crisi” (che non si capisce quando sia cominciata, quando non ci sia stata, chi colpisca) giustifica ogni nefandezza.
Esempio: “Come mai quel cialtrone di tuo figlio struscia notte in giro?”
E’ una stoccata diretta, potrebbe mettere in difficoltà un genitore orgoglioso delle presunte virtù del figlio. Necessita una difesa con tutte e tre le armi:
“Ah, sì, è proprio un lazzarone… però… sai com’è… quando ti trovi con gli amici… lo sai anche tu… bevi un bicchiere, poi ti fanno andare per forza (?) in quei posti …e alla fine lì… bevi… però lui beve poco! Sai com’è… con ‘sta crisi… non è che si possa spendere più di tanto…”
Ottimo! Un bellissimo contropiede. Non hai un figlio cialtrone, hai una innocente vittima del sistema.
Dal 3 a 0 di vantaggio per chi aveva portato la stoccata si è passati ad un sofferto 3 a 2 e lo stoccatore sarà pieno di comprensione e di sensi di colpa. Basterà un soffio, un altro “sai com’è” ben assestato per portare via il pareggio.
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Come mai dite di non avere una lira e siete tutte le sere a cena al ristorante? “ah, sai com’è… ma con i tempi che corrono non ti puoi permettere niente… almeno vai a mangiare fuori…” (varianti: “con i tempi che corrono non ti puoi permettere niente e allora almeno ti prendi la macchina / e allora almeno vai in vacanza / e allora almeno ci tieni alla casa / e allora almeno curi un hobby come il collezionismo di fucili asburgici o la pesca nei ghiacciai”…)
Non basta ancora??? Ma qui ci vuole l’Arma Finale!
Un’invenzione moderna meno innocente e ingenua di quello che si può pensare. Un decreto salva-cazzate che ci permette l’impunità morale per ogni nostra piccola bassezza, per ogni scivolata di buon gusto, per ogni caduta di egoismo, per ogni micro (o macro) squallore della nostra vita quotidiana.
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Il DuemilaDodici, la Profezia dei Maya!
Ah, i Maya! (direbbe il mio comico preferito Fabio de Luigi)
Un popolo che si è estinto come neve al sole possedeva tutte queste formidabili nozioni.
Ma bene bene.
Così siamo a posto! Conviene sfilarci tutte le voglie adesso, lecite e non lecite, eleganti e di cattivo gusto. “Tanto (raffica finale) con la crisi che c’è… qualche cazzata mi conviene farla adesso perché… sai com’è… quando sarai lì nel 2012… dopo non lo sai mica come va a finire… “. E via con un bel sorriso carico di complicità.
PS: Io non lo so “com’è”
M.O. – giugno 2013
Commenti a SAI COM’E’…
- Il 06/08/2013 14:25:32 davide ha detto:
questa pagina non mi piace - Il 30/09/2010 21:18:24 _Lalla_ ha detto:
molto bello come articolo, e molto riflessivo. A parer mio io non mi comporto cosi e una crisi non c’è realmente ma è quasi diventata una moda dire c’è crisi c’è crisi perchè inconvegnenti economici si e no ci sono quasi sempre..bravo marco dovrebbero leggerlo un po’ tutti e forse anche imparare a crescere e non difenderti dietro un sai com’è un bacione! - Il 05/09/2010 10:20:30 Giulia Menichetti ha detto:
Bravo Marco! Mi è piaciuto molto.