Elezioni Amministrative – Non sono proprio tutti uguali
Elezioni Amministrative – Non sono proprio tutti uguali…
- Scritto da Marco
- 12.06.2013 14:03.57
Alle elezioni amministrative il candidato del CentroSinistra batte quasi sempre quello del CentroDestra.
Questo perché il candidato del centrosinistra è quasi sempre più intelligente, più onesto, più simpatico, più preparato, più impegnato, più attento al sociale. Di lui si conoscono migliori frequentazioni e amicizie, un miglior rendimento scolastico, maggior tolleranza per il dissenso, maggior propensione al dialogo, maggior trasparenza nell’utilizzo degli istituti burocratici e amministrativi.
In una piccola realtà (una città, un paese, un quartiere) questi valori sono riscontrabili con molta facilità: il candidato potrebbe essere un nostro conoscente o comunque potremmo averci parlato qualche volta; o qualche familiare o collega potrà dirci cose precise su di lui. Lo possiamo seguire da vicino dopo l’elezione, potrà capitare di sondarne le capacità per la gestione di una nostra pratica, di un nostro bisogno…
Il che non vuol dire che, in assoluto, si tratti di un santo. Potrà essere (spessissimo anzi, quasi sempre, lo è) un disonesto, un arrampicatore, un cialtrone, un incapace, un prepotente. Ma lo sarà mediamente DI MENO del suo avversario.
Quando arriva il giorno delle elezioni, questo aspetto ce l’hanno ben presente tutti. L’elettore del centrodestra, pertanto, si fa prendere dall’indolenza, dice una parolaccia o una banalità (“tanto son tutti uguali / è tutto un magnamagna”) e rimane a casa. L’elettore di centrosinistra, magari, la parolaccia la dice lo stesso, ma, alla fine, in un angolino, trova una spinta per recarsi con più disciplina alle urne, alla disperata ricerca, se non del “meglio”, almeno del meno peggio.
Alle elezioni nazionali, invece, no. Il consenso è pilotato largamente dai media, più che dalla verifica diretta delle capacità. Vincono così i grandi imbonitori televisivi, i tenutari di “cene eleganti”, chi può investire nella campagna elettorale cifre da capogiro (quasi sempre di dubbia provenienza, anche internazionale), per poi vincere e recuperarle abbondantemente e con i interessi a carico della comunità dei contribuenti.
I grandi generatori di consenso (ad esempio la mafia in Sicilia) si muovono massicciamente per non far restare fuori i propri uomini dal flusso di denaro e di potere derivante dalla politica nazionale.