“Una città sottorete” presentato in Municipio

Una Città Sottorete presentato in Municipio

  • Scritto da Marco
  • 03.11.2011  23:01.13

Nella conferenza stampa di oggi, giovedì 3 novembre, è stato presentato nella sala consiliare del Municipio di Ravenna, il libro “Una Città Sottorete” di cui sono autore insieme all’amico Sandro Emiliani.

L’editore Media News, nella persona di Salvatore Sangermano, ha ricordato come esso sia il completamento e l’ampliamento del lavoro pubblicato nel 1995, firmato dal solo Sandro Emiliani. E’ stata ringraziata la Fondazione Cassa di Risparmio, che ha dato un contributo importante alla riuscita del progetto.

Sandro ha espresso l’originalità del punto di vista da cui ha affrontato questo suo impegno: di appassionato mai coinvolto professionalmente dalle vicende su cui poi si è applicato con un lavoro di brillante e meticolosa ricerca, favorito dalla collaborazione in primis di Roberto Costa. Sandro era fra i giovanissimi che, sin dal dopopranzo – nei sabati di alcune fortunate e spensierate stagioni a metà degli anni settanta – si accalcavano nel piccolo palazzetto Coni (oggi “PalaCosta”) con i panini e, talvolta, i libri per qualche ripasso, attendendo una partita che sarebbe cominciata solo molte ore dopo.

Aldo Bendandi era uno degli “eroi” che stuzzicavano le fantasie di quei ragazzini, con i suoi mitici attacchi a bilanciere. Aldo, presente in conferenza, ha detto con schiettezza: “Non so se avrei avuto la tenacia di fare i sacrifici di quei tifosi…”.

Anche Roberto Costa, il “boss” della pallavolo ravennate, ha proposto un aneddoto legato gli eroici anni settanta: “C’era un tetto di eternit fuori dal palasport e salendoci sopra si poteva intravedere qualcosa dai finestroni. E c’era sempre folla anche lì…”

Il sindaco Matteucci (di cui sottolineo con gratitudine la costante presenza a fianco di ogni mio progetto recentemente costruito) ha richiamato alla tenacia nei momenti difficili chi il volley lo fa, ma anche chi lo guarda e chi lo finanzia, anche in periodi di difficoltà economiche, auspicando che quanto si è fatto in campo maschile (fusione e armonizzazione delle risorse umane e finanziarie) valga da modello per il settore femminile, che vive un momento di pesante depressione.

Da parte mia ho richiamato la scintilla che ha acceso l’idea di scrivere il libro: alba di un agosto del 1946 e un gruppo di nostri concittadini che prende le biciclette, raggiunge Forlì e di lì parte in treno alla volta di una Genova quasi irraggiungibile con le infrastrutture del tempo macellate dalla guerra. Quei ragazzi portavano con sé una maglietta da gioco, mille sogni, l’orgoglio cittadino, la follia di voler essere i primi a raggiungere la gloria di un albo d’oro ancora tutto da scrivere. E a riuscirci. Una fiction che comincia così non può che contenere pagine e personaggi di qualità, che è stata nostra cura riempire, cercando di non tralasciare nessuno. Dopo le glorie Robur la ricostruzione con i Vigili, i primi sponsor, il declassamento in A2, il ritorno con Brusi, culminato nel matrimonio con il Gruppo Ferruzzi e i successi del Messaggero e il suo triste crepuscolo. Ma anche gli ultimi 15 anni raccontano storie divertenti e significative, con un loro culmine nella promozione dei “ragazzi che fecero l’impresa” realizzata la primavera scorsa (il ds Paolo Badiali e Stefano Mengozzi costituivano la delegazione della RoburCosta presente in Municipio).

Una rassegna di personaggi che si sono fatti ammirare anche aldilà del rettangolo di gioco: da Bondi a Mattioli, da Guerra a Ricci, da Venturi a Recine, da Margutti a Pascucci, da Kiraly a Vullo, da Giombini a Rosalba, dagli eroi oscuri della ricostruzione come Selleri e Saviotti ai ragazzi che fecero l’impresa e che sono tuttora in campo.

Proprio il 1991 e il 2011 sono i campionati a cui il libro dedica un capitolo completo.

Due avventure pallavolistiche esaltanti, separate fra loro da venti anni esatti e legate da un filo rosso che è poi divenuta una… sciarpa rossa (realizzata dal grafico Ferrino Fanti), un gadget offerto a tutti coloro che acquisteranno il libro.

Il costo del libro (20 euro, offerta lancio per questa stagione sportiva) comprende, oltre alla sciarpa, anche un DVD con le più belle immagini realizzate da Europa Service nello scorso campionato e con il nuovo inno del volley ravennate, “Skiaccia”, cantato da Dennis Fantina.

Nel corso dell’incontro su suggerimento di Ferrino Fanti (regista dell’evento Venti di Gloria, rappresentato al Teatro Alighieri nel maggio scorso), ho deciso di regalare al Comune di Ravenna il pallone autografato dai giocatori del Messaggero 1991 , ricevuto a mia volta in regalo da Carlo Sama, che li deteneva da allora. Un altro di quei palloni lo misi all’asta la sera di Venti di Gloria e i proventi dell’offerta più generosa (avanzata da Brusi e Ricci) andarono a beneficio dell’attività dei medici-clown dell’Aquilone di Iqbal.

Per me si chiude un anno di intensa attività dedicata al volley, che ho voluto presentare con lettura teatrale (Venti di Gloria), televisiva (trasmissioni e telecronache su TeleRomagna), radiofonica (sabato a Cuneo sono tornato dopo oltre 10 anni a raccontare il volley con questo mezzo e l’esperimento si ripeterà sabato prossimo da Trento), musicale (l’inno “Skiaccia” per il quale ho partecipato alla stesura del testo) e infine oggi letteraria.

Una specie di “over exposition” che probabilmente sarà venuta a noia a molti, ma che – ve lo prometto – da oggi torno a ricondurre ai normali ambiti della mia attività giornalistica.

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