Con gli “Abba Dream” rivive il mito pop degli Anni Settanta

  • Scritto da Marco
  • 02.02.2014  01:44.39

Magnifico spettacolo della cover band “Abba Dream” al Teatro Socjale di Piangipane.
Le due bellissime cantanti hanno ben sostenuto la responsabilità di un’eredità così difficile. La grande band svedese ha infatti caratterizzato un decennio con il suo pop garbato e geniale, con la personalità e la classe di testi e melodie entrate nella storia…

C’è una cosa che accomuna gli Abba di Svezia ai cappelletti al ragù di Romagna: ed è che, se li fai bene, la serata sarà in ogni caso un successo!

Il gustoso mix si è compiuto al Teatro Socjale di Piangipane, dove si sono esibiti gli “Abba Dream”,un gruppo di toscani che da anni ripropongono, in giro per l’Italia, la musica e le ambientazioni del gruppo svedese, scioltosi nel 1982, dopo aver lasciato un’impronta indelebile nella storia del pop.

Detto rapidamente (non ce ne vorranno) dei cinque strumentisti e del loro look anni ’70, l’attenzione viene subito rapita dalle due front girls. Sono una bionda e una bruna, come da copione. La bionda, a dir la verità, solleva qualche sospetto che durante lo spettacolo viene confermato (“è una bionda di nylon” dice la compagna riferendosi alla parrucca). Si fanno chiamare con aggressivi nomi d’arte svedesi Magda Lotar e Blondy Debra.

Il pubblico del Socjale (età media… generosa!) è pronto ad immergersi nei capolavori che Bjorn Ulvaeus e Benny Andersson crearono negli Anni Settanta e offrirono all’interpretazione delle loro fidanzate, AnniFried e Agnetha, rimanendo sulla scena in secondo piano con chitarra e pianoforte e qualche sobrio sostegno nei cori.

Un repertorio di sentimenti semplici, ma di parole intense e profonde; giocosità nei costumi di scena, ma, alla base, una serietà, una professionalità e una compostezza di chiaro timbro scandinavo. Una proposta musicale pulita nei suoni e nei testi, ma anche nei comportamenti educati e amichevoli fuori dal palco e nelle aperture internazionali dei quattro protagonisti (gli Abba girarono freneticamente il mondo e cantarono in una decina di lingue diverse).

Gli AbbaDream sono ormai esperti nel maneggiare questa eredità. Le ragazze aprono lo show indossando i vestitini corti con gli animali disegnati, che furono una parentesi sexy delle Abba originarie, solitamente molto più castigate. Ma una prima occhiata ai fisici (e poi un’altra e un’altra e un’altra ancora) fanno sicuramente apprezzare la scelta.

La serata vola di nota in nota, mentre i quattro svedesi occhieggiano dalla selezione di immagini che scorre ininterrottamente nello schermo gigante alle spalle. Le ragazze hanno voci importanti, “da musical”, e interpretano la scena in modo più allegro rispetto alle solenni icone a cui si ispirano: si fanno dispettucci, sceneggiano alcune canzoni per evidenziarne i testi e… fanno un po’ le sciocchine. Sarebbe un sacrilegio. “Lo so – si difende Magda a fine spettacolo – ma noi non siamo gli Abba! Abbiamo deciso di essere più scherzosi, per coinvolgere di più il pubblico”.

Belli gli special in assolo di Magda-AnniFried su “The Winner Takes It All” e di Blondy sulla struggente “Slipping throught my fingers” e su “Thank You For The Music”, in cui Agnetha bambina si proclamava “felice di cantare” e di essere “the girl with golden hair” aprendosi a un leggendario sorriso che illuminava le scene di allora e che Blondy cerca di riproporre.

Il pubblico di Piangipane (rifocillato nell’intervallo dai già citati cappelletti e ravvivato da qualche bicchiere di Sangiovese) si desta completamente nell’ultima sezione: Blondy  e  Magda indossano ora sfavillanti e sbuffanti completi rosso fuoco e  con gli hit più ballabili – da SOS, a Dancing Queen, a Mama Mia – e con l’energia delle ragazze non si può più stare seduti.

Blondy e Magda chiudono abbracciandosi affettuosamente. “Vi volete più bene delle due originali?” “Ah, questo è certo!” rispondono insieme alludendo alla mitologia della grande rivalità che avrebbe diviso le due svedesi e che un abbraccio così allegro e così poco “scandinavo” non lo avrebbero regalato mai.

Gli Abba Dream hanno un bel calendario fitto di impegni (vengono da ben 24 date nel 2013, non male per una musica che fatica a ritagliare i suoi spazi nel buio della crisi) e un “dolce problema” da risolvere: dalla Svezia i responsabili dell’immagine della band hanno fatto sapere che non concederanno più l’uso del nome. I nostri Abba Dream sono pronti a cambiare il nome in “Dancing Dream”, ma è un sacrificio che si può accettare in nome della motivazione: la “reunion”, prevista entro qualche mese, dei quattro svedesi.

Ancora una volta “Thank you for the music”, immortali Abba! E grazie agli Abba Dream per rinverdire quel sogno di musica, pace, amore e amicizia che, per dieci anni indimenticabili, dominò il pop mondiale.

 

 

 

Commenti a Con gli Abba Dream rivive il mito pop degli Anni Settanta

  1. Il 07/02/2014 19:24:23 Antonello ha detto:
    Proprio un gran bel mix di: grande musica, bella gente (soprattutto di belle ragazze) e di ottima gastronomia romagnola (i mitici cappelletti del Socjale). Complimenti davvero a tutti, a cominciare dal bravo giornalista!!!Antonello

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