Il musical “Mama Mia”. A Forlì la magia degli Abba

l musical Mamma Mia riporta a Forlì la magia degli ABBA

  • Scritto da Marco
  • 22.06.2009  01:23.32

Sono stati grandi. E io… me li sono persi di un pelo. Si sono affermati negli Anni Settanta. Ero piccolo, ma già sentivo dalle radio S.O.S. e Fernando, oltre al brano che dà il titolo al musical che da anni gira il mondo e che in questi giorni si è fermato a Forlì per la gioia del pubblico del Palafiera. Quando hanno smesso di cantare non mi ero ancora esattamente “accorto” di loro.

Li ho recuperati da poco. Mi hanno attratto le loro canzoni, ma non solo. C’è una quantità di stile, di ricerca della semplicità, di eleganza “popolare” che è tipicamente nordica e che mi affascina molto.

Vabbè, le canzoni parlano di sentimenti semplici e non hanno testi memorabili. Diciamo che valgono quelle della Pausini. Ma “suonano” come forse solo quelle dei Beatles hanno saputo fare meglio. I quattro costituivano due coppie anche nella vita. Entrambe si sono separate, ma hanno continuato a lavorare assieme, sopportandosi nell’amicizia anche ad amore finito. Anche a Grande Amore finito. E’ tutto così affascinantemente scandinavo…

In Italia ve li vedreste cantare insieme AlBano e Romina? No, da noi non si fa. Da noi si rompono i piatti, si va dagli avvocati, ci si odia… Loro hanno insegnato, anche se pochi hanno apprezzato.

Nel musical (da cui è stato tratto il film) abitano solo i “buoni”. Non ci sono antagonisti, né cattivi. La giovane protagonista dice: “Oggi mi sposo e voglio che tutti siano felici”. Un tipico concetto “socialdemocratico” dell’amore. In quello esclusivo dei latini la frase più tipica sarebbe “Oggi mi sposo e sono felice alla faccia di tutti gli invidiosi”

Agnetha e Annifrid erano due belle donne, ma non esattamente due extragnocche galattiche tipo le moderne Shakira o Beyoncè. Erano carucce, vestite con i colori della gioventù, educate e pulite. Non hanno spietatamente marciato sul loro profilo sexy. Quando ad Annifrid chiesero cosa ne pensava del fatto che le fosse attribuito il più bel fondoschiena del mondo, lei rispose sorridendo “Non saprei… io non l’ho mai visto”. Che meravigliosa risposta…

Il musical è stato bello. Faccio solo due appunti: il primo relativo alla strana scelta di tenere troppo bassa la musica, con la conseguenza di rendere meno coinvolgenti alcuni passaggi. Il secondo è relativo alla protagonista: una brava cantante, ma un’attrice con qualche limite. Il confronto con il gigantismo di Maryl Streep nel film l’ha letteralmente sbriciolata, ma nessuna se la sarebbe cavata contro un simile fenomeno.

Thank you for the music, maestri svedesi. Sarebbe ancora bello potervi un giorno conoscere

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