DECENNIAL MATCH – Si racconterà come una favola…
- Scritto da Marco
- 29.09.2006 15:55.43
SI RACCONTERA’ COME UNA FAVOLA
Diario della creazione del Decennial Match, la partita che a distanza di dieci anni ha fatto rivivere la finale Ravenna-Parma. Scritto dal giornalista che l’ha sognato, pensato e organizzato. E che, impresa vera, il 26 maggio ha riempito di nuovo il Pala De Andrè.
Di Marco Ortolani
ESTATE 2000. E’ triste essere cronistelli di provincia e vedere sfiorire, nella propria città, quella passione sportiva che ha accompagnato gli anni belli della gioventù, fornito emozioni, fatto gioire e soffrire.
La pallavolo di vertice, a Ravenna, non c’è più. E pensare che dieci anni fa invadeva i racconti dei ragazzi, delle signore, dei reduci della Robur scudettata negli anni ’50. Se ne parlava a scuola, in ufficio, in negozio…
Quasi dieci anni fa. E se…
“Orto: se fai una cosa del genere ti dovremo fare monumento, contromonumento e… la lapide no, perché quella la fanno ai morti”. Parole e musica dell’infaticabile ed insostituibile amico Nerio. Si parte!
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AUTUNNO 2000. “Pronto, Fabio? (ma anche Gardo, Margo, Bracco, Giangio, Ricci) cosa ne direste se…”. Raccolgo incredulità e scetticismo, ma vedo che sotto c’è sincera speranza: “Orto, vai avanti, noi ci siamo”.
“Amica assessore allo sport, è libero il Pala quel giorno?” “Te lo liberiamo noi; vai avanti”.
FINE ANNO 2000. E-mail, che magica invenzione. Il mio inglese diventa passabile, se posso rileggerlo. Messaggio urgente per kiraly-timmons@mito.usa: “What about…”. Mando in orbita le mail e devo aspettare solo qualche giorno per le risposte: “Ok, Marco, ci siamo, vai avanti…”.
INIZIO 2001. Ci vogliono dei soldini. A Ravenna non è mai facile. Ma c’è qualcosa nell’aria di diverso dal solito. L’amico Gianni Russo (fino a quel momento non lo conoscevo, poi lo diventerà) è ottimista: “Si può fare, ci penso io. Tu vai avanti”.
Marco Pirazzini e Gino Corbolante prendono in consegna l’ufficio-stampa e il sito internet. Johnny Casadei procura alla Champion le maglie di allora, quelle del sogno. Il bagno Nello dà la disponibilità per la super sfida di beach-volley. La città ne parla, gli amici della stampa cominciano a scriverne.
MAGGIO 2001. Il tempo vola. Ritengo giusto dare spazio anche alla grande tradizione femminile. Dieci anni fa la Teodora vinceva il suo ultimo scudetto, battendo a fatica la verde banda della 18enne Cacciatori. “Che ne dici, Maurizia?” “Ci sono!”.
“E voi imperatrici?” Un po’ di titubanza per evitare di essere schiacciate dal mito del Dream Team maschile; poi Manù Benelli, Patrizia Prati (perché così avrebbe voluto il papà scomparso poche ore prima), Ale Zambelli e le altre leggende (persino Bina Turrini: da quanto tempo non ti facevi vedere?) confermano la presenza.
E ci sarà l’omaggio al maestro Skiba. I tecnici che hanno lavorato con lui ci saranno tutti, dal raduno della Nazionale arriva persino Bovolenta. Da non so dove Lirutti, Frosini e gli altri. Arrivano tutti. Gravina doveva andare in Argentina, ma rinvia e viene. Altri sono al matrimonio di Farina, ma si liberano e vengono di corsa. Pascucci ha i playoff di B1, ma si fa dare il permesso. Bracci ha un ginocchio dolente, ma viene. Solo Giangio non ce la fa, deve operarsi ad un dente. Rinuncia con dispiacere. Forse è destino: mancò anche quel maggio del ’91, messo ko da una pallonata di Timmons. Aiello e Gambradella sono bloccati da problema familiari. Allora “convoco” d’urgenza Tomalino (allora nella squadra giovanile) che accetta volentieri: la partita deve essere equilibrata.
Jacopo Volpi garantisce professionalità ed esperienza alla conduzione. Decido di affiancargli un’amica (perché? Io non posso avere amiche così?) come Tessa Gelisio, a simboleggiare l’incanto di allora, quando nessuno, a Ravenna, sapeva che cosa avrebbe avuto l’onore di vedere su un rettangolo di volley.
Arriva la gradita collaborazione di Macondo (chi non l’ha fatto è sempre in tempo ad aiutare questa meritoria e simpatica associazione per il recupero dei bambini di strada in Brasile, guardate il sitowww.macondo.it).
E arrivano loro, i campioni. Comincia Renan, faccia da ragazzino, moglie, figli e suocera al seguito. Poi c’è Carlao (“ho con me il piccolo Felipe, è nato a Parma, voglio riportarlo dove il suo papà ha vissuto anni bellissimi”), Karch con i figli e parole in perfetto italiano che distillano regalità; anche Steve ha i pargoli al seguito, ma anche da babbo è sempre il solito adorabile svitato. Per ultimo Stork. Ora allena, dichiara di aver perso un po’ di freschezza e preso qualche chilo, ma dalle sue mani uscirà ancora volley d’autore. Bebeto arriva in tempo per la partita. Saluta il figlio di Passani… anzi, no, è proprio Passani! Ringiovanito. Al Decennial Match sarà tra i migliori insieme all’intramontabile Errichiello.
ECCOCI ALLA GRANDE SERATA. Il pubblico riempie le gradinate come non vedevo da anni. Le ragazze del tifo scatenano coreografie, colori e cori. Il ricordo di Skiba commuove, le immagini della Teodora esaltano e Maurizia rende omaggio con semplicità e simpatia alle mitiche avversarie.
Salgono l’adrenalina e le note. Scelgo “Da Me a Te” di Claudione, come se anche lui, il mio artista preferito, volesse chiedermi di essere presente in un giorno così. L’occhio di bue illumina Bracci per mano ad un bambino di Macondo. Il pubblico di Ravenna se ne intende: è ovazione, anche se Bracco mille volte lo ha fatto ammattire, così come Carlao, che chiude trionfalmente il corteo biancoazzurro.
Arriva il video dello scudetto Messaggero. Mi rivengono i brividi, anche se l’ho visto mille volte e l’ho montato io. Dal tunnel esce Vullo, il capitano. Sono boati per tutti, adrenalina violenta, un incanto che non si è spezzato. E’ forte l’urlo “Timmons Go!” quando entra Steve, che fa il vecchio gesto ruffiano del “non vi sento”. E invece si sente, eccome, il calore di una città che non vuole dimenticare. Aiutato dall’ultimo numero di maglia (il 15), Volpi gioca con astuzia l’asso finale: all’entrata di Kiraly tutti in piedi, impazziti: Karch conosce questi meccanismi, sa reggere i fili di un entusiasmo che straborda. Inchini e baci. Fra lui e Ravenna c’è inestinguibile gratitudine reciproca.
Comincia l’incontro e tutto torna più formale. D’accordo la nostalgia, ma qui bisogna vincere. Brusi bacchetta Ricci: “Quel cambio non lo fare! Facciamo giocare la squadra migliore, cerchiamo di vincere!” Incorreggibile.
Vince la Maxicono, con Passani e Stork in spolvero. Le Emme Rosse rispondono con le zampate di Errichiello e Kiraly e con la classe ancora allenata di Vullo, Margutti e Gardini. Bovolenta, come nel ’91, chiude con un “non entrato”, dovuto alla pubalgia. “Non c’è problema: per questi qui faccio ancora il portatore di Gatorade. E’ un onore”.
IL GIORNO DOPO, in spiaggia, si ripete lo show. Il duo Brasil-Maxicono parte in vantaggio (5-1) e conduce a lungo una partita “vera” che il pubblico segue entusiasta. Nel finale i muri di Karch e le difese (sì, le difese!) di un esausto Timmons producono il sorpasso.
Steve si straccia la maglia e vincitori e vinti si lasciano ancora coccolare dalla gente. Ma c’è ancora un’appendice “seria”: un’improvvisata coppia Kiraly-Carlao (77 anni in due) dà una lezione ai due alfieri azzurri Raffaelli e Pimponi, giunti a Marina di Ravenna in “visita di lavoro”. E’ nata una nuova coppia? Chissà…
Dopo le partite un breve conciliabolo fra brasiliani e statunitensi: “Nel ’92 vinse la Maxi, perché non replicare il Decennial l’anno prossimo, in Emilia?” “Perché no?” dice Karch che si è proprio divertito.
Mentre gli aerei con i miti scaldano i motori per attraversare di nuovo l’oceano, mi chiedo se ho sognato. Forse sì, ma non svegliatemi mai.
Marco Ortolani
“Occorrono sogni smisurati per fare piccoli passi avanti” (C.B.)
Commenti a DECENNIAL MATCH – Si racconterà come una favola…
- Il 14/02/2007 17:29:23 Pira ha detto:
Lo ammetto… ho riletto questa roba e mi è tornata una pelle d’oca alta così!!!!!!!!!!!!!
Che roba che abbiamo fatto!!!!! ….e quante ore di sonno mandate a “ramengo”,
ma ne è valsa davvero la pena!!!!!!……Ciao vecchiaccio!