Nasce l’Associazione Giocatori di Beach Tennis

  • Scritto da Marco
  • 23.06.2009  19:11.28

Durante un’affollata cena al Bagno Wave di Punta Marina, un gruppo di circa 30 giocatori di vario livello ha posto le basi per la nascita dell’Associazione Giocatori, un progetto nato su iniziativa di Alessandro Calbucci e Carlo Giovannini.

 

Due i principali problemi che l’Associazione si ripromette di affrontare:

1)      regolamentare la disordinata attività di quello che fu un gioco da spiaggia per traghettarlo alle regole e alle necessità di uno sport codificato (per quanto dilettantistico)

2)      ostacolare il tentativo in corso da parte di alcuni operatori del settore di creare nicchie blindate all’esterno da meccanismi di squalifica

Meno significativi altri obiettivi come la trasparenza dei regolamenti e delle classifiche, sui quali sarà molto più semplice giungere ad un ampio consenso

La “mission” appare esaltante, ma assai impegnativa. La priorità sembra quella di costruire nuove opportunità di gioco e di sviluppo senza distruggere nessuna delle esistenti…

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Sul primo tema il beach tennis viene coraggiosamente chiamato a “diventare grande”.

I racchettoni sono una disciplina che vive di un potere magico che ha consentito (grazie alla lungimiranza quasi folle di alcuni imprenditori) di acquisire caratteri di internazionalità, di muovere un interessante mercato (racchette, ore di lezione, impianti indoor…) e di dotarsi di montepremi significativi, di folle di tifosi e di coperture televisive, senza uscire dal nido del suo primitivismo naif: il beach tennis si gioca senza arbitro e molti aspetti di gioco sono lasciati ad un’autoregolamentazione generalmente ispirata dai giocatori più forti, esperti e carismatici.

L’Associazione chiede di “diventare grandi”, di considerare il beach tennis uno sport anche se si gareggia per un prosciutto, anche se si gioca fra pensionati. Un po’ come avviene per il calcio amatoriale, per le bocce, per il tennis, a qualsiasi livello venga praticato.

Se il tentativo riuscirà il beach tennis non potrà più tornare indietro, guadagnando in chiarezza e credibilità e perdendo, forse, quel po’ di magia che faceva sì che – pur davanti a 2000 persone e con migliaia di euro in palio – si giocasse ancora con le regole di un pomeriggio in spiaggia fra amici

 

Buona fortuna, poi, per la seconda “battaglia”.

L’Associazione chiede agli operatori di non mettere vincoli alla libera pratica del beach tennis conqualsiasi racchetta.

Al contempo prospetta agli iscritti possibili azioni di rappresaglia contro coloro che persistessero in questi atteggiamenti, con tanto di garanzie legali e di comportamenti solidali di tutti gli associati nei confronti dei “discriminati”.

Traduciamo dal “calbuccese” all’italiano, con un esempio non certo “fantabeachtennistico”, anzi, piuttosto verosimile…

Supponiamo che la IFBT organizzi un torneo. I campioni Vision si presentano al box di iscrizione e (secondo le normative attuali applicate dal Gran Visir Bellettini) vengono rispediti indietro in quanto “giuda” indesiderati, super-squalificati o, nel migliore e più semplice dei casi, non in possesso di attrezzatura di gioco (racchette) omologate dalla federazione di Via Amalasunta.

A questo punto, secondo i programmi dell’Associazione, dovrebbe scattare la “trappola del fuorigioco”: tutti gli associati devono solidarizzare con i giocatori ingiustamente esclusi e abbandonare il torneo.

Due i casi possibili:

1)      i giocatori IFBT non abbandonano un bel niente, disputano il loro torneo e congedano con una pacca sulla spalla gli amici-avversari esclusi

2)      il boicottaggio riesce, i giocatori abbandonano il torneo IFBT (venendo conseguentemente squalificati dal Gran Visir) e sono costretti a confluire nell’attività del consorzio Vision-Rakkettone-TomCaruso, oppure in un’attività “libera” che, per opera ante-associazionistica di Alessandro Calbucci e dei suoi collaboratori, è stata già individuata e resa disponibile da strutture (bagni e centri indoor) simpatizzanti per l’Associazione

 

Nel primo caso l’Associazione fallisce il suo scopo. I giocatori sono spesso ultradilettanti del tutto all’oscuro di queste dinamiche politiche, giocano il torneo con uno spirito del tutto privo di malizia e molti non se la sentirebbero di rivestire di cotanti significati il loro semplice passatempo con racchette e palline . Perplessità emergerebbero poi da parte dei giocatori più forti che su quei tornei, su quei montepremi, su quelle soddisfazioni, su quei contratti, su quegli accordi hanno probabilmente e legittimamente programmato la loro estate e che vanno assolutamente rispettati nella loro scelta.

 

 

Nel secondo caso l’Associazione (la cui base di partenza è tutta esterna a FIT e IFBT) coglierebbe un successo, ma si rivela per quello che probabilmente non vuole essere, ovvero una clava per scardinare l’attività di FIT e IFBT e traghettarla in favore del consorzio Vision-TomCaruso-Rakkettone, l’unico a muoversi con criteri di liberalità.

Con queste premesse l’Associazione si accingerebbe a partire essenzialmente come l’Associazione dei giocatori del Consorzio… E non è sicuramente l’obiettivo di nessuno

 

Occorre una “terza via” che mi permetto di indicare e che lavori in direzione di “costruire” più che di “combattere” qualcosa

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L’Associazione deve divenire un organo che, in questa sua fase iniziale, congeli ogni velleità interventista (scioperi, serrate, azioni legali, denunce e quant’altro), partendo come semplice organo consuntivo e di controllo.

Un organismo che raccolga le più importanti esperienze dei giocatori (e delle giocatrici, e degli juniores con i loro genitori, e degli amatori, e del movimento femminile… occorrerà che ogni segmento sia adeguatamente rappresentato) ed emetta comunicati e “report” di regolarità che renda pubblici ai propri iscritti (e ad ogni appassionato) attraverso il proprio sito internet e gli altri mezzi di comunicazione che si individueranno.

Un “osservatorio” puntuale, credibile, informato e circostanziato che segnala i luoghi e i momenti in cui ci sono storture che danneggiano la visione pulita e positiva con cui si deve operare in questo sport:

“organizzazione X il montepremi non era equo rispetto alla tassa gare”

“organizzazione Y il tabellone non teneva doverosamente conto delle teste di serie”

“organizzazione Z gli orari di gioco hanno penalizzato eccessivamente alcune coppie”

“organizzazione K i premi non sono stati consegnati”

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E soprattutto…

“organizzazione ABC non riteniamo corretto il vostro meccanismo sanzionatorio di squalifica ai danni di chi usa attrezzatura di gioco non omologata”

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Senza che quest’ultima segnalazione comporti (almeno per questo anno 2009) sanzioni o provvedimenti da parte dell’Associazione aggravanti rispetto ad una semplice segnalazione

 

A questo punto penso proprio che ci starebbero tutti. Oltre al nucleo di giocatori Vision (promotore del movimento) l’Associazione si avvarrebbe delle (a quel punto inevitabili, visto che non ne andrebbero di mezzo i loro contratti, le loro ambizioni e i loro programmi sportivi) adesioni di giocatori intelligenti e imprescindibili come (faccio i nomi, perché sono amici e perché ne voglio sollecitare l’impegno) Nicola Gambi, Alan Maldini, Paolo Tazzari, Marco Scheda, Gianluca Chirico, Michele Mariotti, Massimo Mattei, i ragazzi del Lazio e tutto il gruppo delle giocatrici, particolarmente unito e affiatato.

Senza questi elementi e queste firme qualsiasi Associazione partirebbe troppo connotata e mancherebbe del suo intento principale di essere voce di TUTTO il popolo dei giocatori di beach tennis.

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Che ne pensate? Apriamo qui una discussione!

 

Commenti a Nasce l’Associazione Giocatori di Beach Tennis

  1. Il 27/06/2009 15:33:11 matthieu coulet ha detto:
    hi marco, i hope i understand the article about the new association of beach tennis player. I just want to say what i think. from our little island, it is difficult for us to see the battle between the different brand and we don’t understand everything. All that we want is to develop the game (beach tennis )because it is a fantastic sport. I think that the best is to do the peace. There are a lot of good players in each side and it is a real pleasure for us to play again all the italian each time we come. (and we will be here in july (some of us in marina and the other in riccione). Each player has made his personnnal choice and we’ll see after but we must work together for the beach tennis in the future and that is what we do in reunion and in france. may be we will se again a final between mingo and gambi in the future, it will be the best picture for the beach tennis. perhaps you are not agree with me but it’s my opinion. ciao and see you perhaps in italy (i go to marina this year so…) you can come and drink a beer with us.

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