I racchettoni al Foro Italico, nel salotto buono dello sport

  • Scritto da Marco
  • 05.05.2009  11:07.42

(articolo scritto il 5 maggio con il torneo allineato ai quarti di finale)

Da sempre il tennis lavora bene, e non solo in Italia, per creare atmosfere stimolanti e coinvolgenti intorno alle proprie gare più importanti: a Melbourne (l’unico caso in cui posso parlare per esperienza diretta), e probabilmente anche a Wimbledon, al Roland Garros e ovunque si faccia gran tennis ci sono folle di appassionati competenti, rispettosi del gioco, curiosi dell’ambiente e con un rapporto con i campioni di affetto più rilassato e meno fanatico.

A Roma il tennis ha la sua casa nella suggestiva cornice del Foro Italico, al centro di un quartiere che riproduce, anche nello sport, la gloria eterna della nostra Capitale (sono adiacenti anche lo Stadio Olimpico, il Palasport Olimpico, lo stadio del nuoto ed innumerevoli altre strutture per fare ogni tipo di disciplina a cinque cerchi).

E fra i campi che accolgono le performance di Nadal e Federer si è affacciato il “nostro” beach tennis: tre campi ben curati, proprio in mezzo al “passeggio”: impossibile per chiunque non fermarsi a dare un’occhiata interessata.

La FIT schiera i “suoi” campioni della sabbia e naturalmente le altre sigle sono escluse. Il noioso ritornello si ripeterà presto al contrario, quando ad allestire altri grandi eventi sarà la concorrenza… Pare ovvio che questo sia  di gran lunga il primo step su cui lavorare se si vuole avere a cuore la crescita del gioco.

Le gare sono cominciate lunedì 4 e si chiuderanno mercoledì.

Oltre ai protagonisti dello scorso anno vanno segnalate varie coppie all’esordio, quasi tutte di estrazione tennistica, talvolta anche nomi di spicco della racchetta con le corde: la grande scommessa è quella di capire quanta fiducia questi potenziali nuovi campioni daranno al gioco con i racchettoni (perché per emergere ci vogliono costanza e applicazione quasi professionali): starà al “movimento” farglielo capire e far loro trovare i giusti stimoli

Saranno così definiti i successori dei ravennati Alan Maldini e Luca Meliconi, e della coppia romagnolo-ravennate Franca Bruschi/Laura Olivieri, che lo scorso anno centrarono il montepremi da favola (perlomeno da favola beachtennistica) peraltro non riproposto per questa edizione (si gioca solo per una, pur prestigiosa, gloria sportiva, ma senza una lira da vincere, pur in presenza di un apparato di obblighi burocratici degno di competizioni miliardarie).

In campo maschile l’amico Alan si presenta in una nuova coppia con il romano Cristiano Minighini: Alan tenterà quindi il bis, ma la lotta dei pronostici è serrata, perché i teramani De Berardis/De Bernardinis (detti “i fratelli DeBer” con citazione calcistica di stampo Ajax) li hanno già seccamente battuti nel premondiale di Fregene.

Pericolosa anche l’altra nuova coppia romagnola, composta dall’altro campione in carica Meliconi e da Paolo Tazzari (peraltro ormai trasferitosi nella Capitale). Daranno filo da torcere anche i romani Ludovici e DeFilippi (insidiati però fino all’ultima palla del tie-break finale dai toscani Peri e Mazzarone, negli ottavi di finale), mentre meno pronosticabile, ma sempre degna del massimo rispetto la nuova coppia con gli intramontabili Berardi ed Ercoli. Attenzione ai simpatici romani Gaia e Depaolis (in evidenza anche nelle esperienze internazionali alle quali hanno partecipato, dimostrando ottima motivazione e impegno) che nella prima giornata hanno fatto un buon cammino nella parte centrale del tabellone.

Il funzionario FIT Cristiano Lucaroni, è stata l’unica delle teste di serie a saltare al primo turno (ha perso da Pace e Tortora), ma merita la citazione perché… mi ha procurato un biglietto “quasi gratuito” per il ground…

Lontani, come detto, gli stranieri, ancora troppo tennisti e poco beachtennisti: sloveni, belgi, ceki, spagnoli, polacchi, ungheresi e tedeschi hanno fatto solo una timida esperienza.

In campo femminile i nomi più gettonati sono quelli delle finaliste dello scorso anno: le tarantine Simona Briganti/Rossella Stefanelli e la “mista giallorossa” Olivieri-Bruschi.

Le tarantine dovranno confrontarsi con le brasiliane (già “pronte” per risultati di valore) Cortez/Sokolik e con le concittadine Ceglie/LaMalfa (che hanno eliminato con fatica le catalane Egea/Duran).

Nella parte bassa (dove il percorso pare più semplice) Franca e Laura dovrebbero trovare l’ostacolo più serio solo in semifinale nelle bielorusse Barabanschikova e Zvereva, già quotatissime tenniste del circuito (la seconda raggiunse anche la finale di Parigi).

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Per il tennis non ho seguito molte partite, ma non mi sono perso l’esordio di Flavia Pennetta, che ha dovuto impegnarsi al limite per superare la rognosa bulgara Pironkova. Spero che la vittoria le dia fiducia per il prosieguo del torneo. Suggerirei qualche sorriso in più: sembrava troppo tesa. Forza Flavia!

Nello sviluppo del torneo Flavia ha sconfitto la kazaka Smashnova (che avevo visto giocare la qualificazione contro la Vaidisova) e poi si è arresa alla Kutznesova. Tutte queste “ova” per dire che Flavia ha pienamente tenuto fede alla sua classifica: il N.14 ha il compito di entrare negli ottavi e la faticosa missione è stata compiuta. Per avanzare ci voleva un tabellone migliore e qualche energia in più. Dispiace solo per un “Pietrangeli” non troppo pieno e piuttosto freddino.

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