Il volley di Ravenna saluta a malincuore il suo capitano
- Scritto da Marco
- 16.06.2016 15:26.18
articolo di Marco Ortolani per il settimanale “Sette Sere”
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IL VOLLEY RAVENNATE SALUTA (A MALINCUORE) IL SUO CAPITANO
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Stefano Mengozzi, da Santerno, ha compiuto da poco 31 anni. Ha fatto la trafila giovanile nel Porto Volley, prima di seguire il patron Monari a Ferrara e fare varie altre esperienze, fra cui una originale nel campionato sloveno e in A2 in una Milano “romagnola”, con Daniele Ricci allenatore, Tabanelli libero e Bottaro ds.
Appena a Ravenna viene creato un progetto significativo, Mengo ci mette un attimo ad accettare: subito promozione dalla B1 alla A2, due anni di assestamento e poi l’anno della A1, nella formazione di cui diventa capitano, vestendo lamaglia N.1, titolare indiscusso, benvoluto da tutti e baluardo residuo (con Fabio Ricci) della “romagnolità” della squadra.
In una società che proclama “identità, territorio e futuro” come parole guida, sembra incredibile che ci si voglia privare di un giocatore così. Eppure accade. Bonitta “epura” il capitano che finisce sul mercato, ma ci sta poco, perché arriva un biennale dall’ambizioso Verona. Mengo, quindi, potrebbe “andare a star meglio”, come si dice da varie parti. Ma un po’ di broncio lo mette.“Dopo otto anni mi hanno liberato con una telefonata del ds Margutti. Sarei rimasto volentieri, mi piaceva l’idea di legarmi per tutta la carriera ad una sola società, quella della mia città, nella quale portavo la maglia che fu di un mito come Andrea Gardini…” (foto a lato dal facebook di Mengo)
Un problema di ingaggio? “Boh… non mi hanno nemmeno fatto una proposta. Avevo un accordo verbaleper il rinnovo, ma…”.
“Abbiamo rispettato la sua possibilità di continuare la carriera ad alti livelli”è stata la spiegazione ufficiale di Bonitta (che si traduce in un non incoraggiante “era talmente forte che non faceva per noi”).
Il presidente Casadio parla chiaro: “Non potevamo tenerlo. I due centrali che prenderemo ci costeranno, insieme, come il solo Mengo. Ravenna è bene che comici a capire che molte cose sono cambiate…”.
La storia somiglia a quella di Matteo Tabanelli, altro “sangue romagnolo” mandato via tre anni fa da Bonitta e Cormio, per fare spazio a un plurititolato come Bari (i cui rendimenti non sono stati però all’altezza della fama), mentre quest’anno nel ruolo di Mengo ci sono due “X” (né Polo né Ricci sono stati ancora confermati). “Sono rimasto disgustato dalla mia situazione di tre anni fa – commenta l’ex libero – Vedo che non è cambiato nulla”.
Telegrafico Kantor “Mengo è un buon centrale, ma non conosco i motivi delle scelte societarie”.
Antonio Babini sottolinea: “Un atleta ci sta sempre male quando la società gli dice che non serve più, a prescindere dai modi che usa. Ma poi passa. A maggior ragione sarà così per Mengo che andrà in una società forte dove potrà rilanciarsi. Accadde anche per Corvetta, che andò via per una mia scelta tecnica e poi fece bene a Piacenza e Perugia”.
Fresa è deluso: “Mengo ha dato molto a questa società, un gran lavoratore dalla disponibilità enorme. Meritava il saluto e il ringraziamento di tutti, invece è stato liquidato in fretta. Sarà dura, con i budget che ci sono, procurarsi atleti di pari valore in quel ruolo. L’identità e il territorio ricevono un nuovo duro colpo, dopo che si è deciso di epurare quasi tutte le professionalità locali che pure erano di riconosciuto valore”.