Il ritorno di Giorgio Bottaro

Mio articolo da “Il Resto del Carlino” del 11 agosto 2019 – Foto dal web del “Corriere di Romagna”. 

 

Nel  prestigiosa sala del Municipio, Ravenna ha presentato il suo fuoriclasse dello sport. Non si tratta di un atleta, ma di un dirigente, Giorgio Bottaro, che riporta in città un clamoroso bagaglio di conoscenze ed esperienze, maturato in una lunga carriera partita dal basket e dal volley cittadino (sotto la guida di Manetti e Brusi) e poi trasportata nel basket (a Roma), nel volley (Milano e Macerata) e nel calcio, nel fulgido Parma degli Anni Novanta, prima dell’ultimo e molto remunerativo incarico in Federcalcio, in cui si era distinto come direttore di tutte le numerose nazionali giovanili.

C’era un martello dentro di me che mi richiamava qui – ha detto Bottaro davanti ad una sala gremita – e così alla fine ho voluto chiudere il cerchio della mia carriera, riportando le mie conoscenze nella città che mi ha fatto crescere e maturare”.

Bottaro sarà il DG dell’Olimpia Teodora, ma è evidentissimo che il ruolo gli stia stretto. “Valuterò la possibilità di collaborare con altre realtà cittadine con l’obiettivo di mettere a rete le risorse della città per aumentare le ambizioni delle singole squadre e stabilizzarle dal punto di vista societario”.

Lo sport – ha illustrato Bottaro nel suo lungo monologo  – è la terza stampella della crescita di un giovane, dopo la famiglia e la scuola. A Ravenna possiamo essere, o tornare ad essere, una scuola che forma tecnici e dove i giocatori vengono per imparare”.

Etica e salute, oltre ai risultati” aggiunge il sindaco De Pascale, lodando lo stato di salute delle società sportive ravennati e confermando l’imminente inizio dei lavori per il nuovo Palasport, con traguardo di primo utilizzo fissato al 2021.

Qualche cenno sulla squadra, costruita con progetto triennale che dovrà avere sbocco nella A1. “Inutile andarci prima se non si è pronti. Le squadre di vertice di A1 spendono 4 milioni, noi solo 600mila. Prima bisogna rinforzare la società, riempire il Palasport, far maturare in casa nostra atlete pronte per il vertice…”.

Il presidente Delorenzi : “Bottaro è il nostro salto di qualità per avvicinarci ai grandi risultati della gloria passata. Con lui abbiamo deciso di far vivere a Ravenna le atlete (in passato alloggiate a Lido Adriano, ndr): tutta la città le deve vedere passeggiare, fare colazione o shopping”.

Un difetto? Bottaro lo trasforma in un’arma tattica. “Dopo pranzo e dopo cena mi concedo un sigaro, conversando con i miei collaboratori: ne nascono spesso idee preziose…”. Il sindaco e l’assessore Fagnani si irrigidiscono pensando alle tante iniziative salutiste contro il fumo, ma coach Bendandi e il presidente Delorenzi (non fumatori) non hanno dubbi: “Per la riuscita del nostro progetto e delle nostre ambizioni troveremo una soluzione anche per sopportare il sigaro”.

Nota polemica da Giuseppe Brusi, “padrino” di Bottaro ai tempi del Messaggero: “Giorgio è un numero uno e torna con sei anni di ritardo. La città doveva fare di più per non perdere questo tempo”.

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